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Monumento del Circuito del Lario

Address: Via Provinciale, Lasnigo (CO)

Website: Go to Visit

Un tributo alla leggenda del Tourist Trophy d’Italia

Il paesaggio della Brianza custodisce uno dei simboli più suggestivi del motociclismo italiano: il Monumento del Trofeo del Circuito del Lario. Posato a Lasnigo (CO), Via Provinciale, nel luogo stesso dove un tempo si tracciava il traguardo della celebre corsa, questo monumento non è solo una scultura, ma un racconto in bronzo e pietra di una stagione gloriosa dello sport motoristico.

L’opera e il suo simbolismo

La statua raffigura un atleta in perfetta posa discobolica che, al posto del tradizionale disco, lancia una ruota a pistone. Questo gesto, al contempo classico e moderno, simboleggia la fusione tra l’arte antica e l’innovazione tecnica delle motociclette. La ruota, infatti, diventa l’emblema della passione e della velocità, elementi che hanno caratterizzato il Circuito del Lario e la sua fama come “Tourist Trophy d’Italia”.

L’opera è stata realizzata dallo scultore cubano Arlenys Castellanos Milan, mentre l’idea e il progetto sono attribuiti a Gianmarco Maspes, autore del libro “cuori a pistone”, che ha saputo raccogliere e narrare le mille storie – grandi e piccole – di questa storica manifestazione. La posa del monumento, avvenuta a Lasnigo, rappresenta quindi un omaggio tangibile al trofeo che il CONI assegnava ai vincitori della corsa.

Una breve storia del Circuito del Lario

Il Circuito del Lario nacque nel 1921: il 14 luglio di quell’anno si corse la prima edizione della gara, che rapidamente divenne uno degli appuntamenti più attesi e impegnativi del motociclismo italiano. Negli anni ’20 e ’30 il circuito, noto per le sue difficoltà e per l’eleganza del percorso attraverso paesaggi mozzafiato, attirò i migliori piloti dell’epoca.

Tra i protagonisti della corsa figurano nomi leggendari che ancora oggi risuonano nel mondo del motorsport. Amedeo Ruggeri, ad esempio, vinse la prima edizione su una Harley Davidson 1000cc, mentre Tazio Nuvolari e Achille Varzi, insieme ad altri piloti illustri quali Omobono Tenni, Nello Pagani, Dorino Serafini, Tonino Benelli e Pietro Ghersi, contribuirono a scrivere pagine indimenticabili di una storia che ha fatto da trampolino di lancio per l’evoluzione del motociclismo.

Il Circuito, conosciuto anche come Tourist Trophy d’Italia, rimase in attività con edizioni storiche tra il 1922 e il 1929, diventando sinonimo di eccellenza sportiva e di innovazione tecnica, oltre che di un’eleganza senza tempo.

Un incontro tra passato e presente

Il monumento, inaugurato il 5 luglio 2014 con un raduno dedicato ad Achille Varzi, rappresenta oggi un punto di riferimento per motociclisti, appassionati di storia e Moto Club di ogni parte d’Italia. Ogni anno, in occasione di eventi come il Motoraduno del Motorasso, il sito diventa meta di ritrovo e celebrazione, dove il passato glorioso del circuito si fonde con il fervore del presente.

La realizzazione dell’opera fu resa possibile grazie alla collaborazione tra il Moto Club Asso, l’Amministrazione comunale di Lasnigo e una folta cordata di volontari che, con entusiasmo e passione, hanno dato vita a questo simbolo. Così, il monumento non solo celebra i trionfi sportivi, ma conserva anche la memoria di una stagione che ha segnato profondamente l’identità del motociclismo italiano.